In bilico tra lasciar andare e agire.


Premetto che questo è un piccolo post di sfogo.

Ho bisogno di scriverlo per tirare fuori quello che sento, e magari sentire cosa ne pensate voi, per avere una chiave di lettura differente dalla solita che ho.

Quante volte, quante… Nei social, soprattutto in questo periodo leggo “se non ti piace qualcosa… Cambiala!”, “se vuoi cambiare vita puoi…”, “Esci! La vita è adesso” ecc…

Facile parlare dall’altra parte del globo, quando puoi uscire e vedere gente (o stare in Natura) quando ti pare. Quando invece qui in Italia siamo rinchiusi una settimana si e l’altra non si sa, quando il lavoro non c’è ma per vivere il denaro serve.

A volte non si può cambiare.
A volte bisogna rimanere in ciò che c’è.
Qui e ora.

E io sto facendo fatica a rimanere qui.
Perché il 2020, che doveva essere la mia rinascita ed ero piena di buoni propositi e progetti, è stato l’anno in cui mi è uscito di tutto, ho dovuto (e devo ancora) far fronte a tanti problemi – fisici e non – che non si risolveranno alla fine dell’anno 2020.
Non è che allo scattare della mezzanotte inizia il 2021 e puff! Ci lasciamo quest’anno di merda alle spalle. I problemi ci sono e rimangono. E non si può scappare.
Parlo sempre e solo di me, ovviamente.

Il problema di lasciar andare.

E’ che lasciar andare è un concetto davvero complicato, ne ha parlato anche Gianluca Gotto in un post su Instagram giorni fa e che mi ha fatto riflettere moltissimo.

Sembra così semplice ma non lo è.
Lasciar andare non significa dimenticare il problema, far finta che non c’è stato, che non ci sia o che non ci sarà. Far finta di niente non risolve il problema.
E a volte il problema non se ne va e bisogna conviverci, forse per tutta la vita. O il problema si materializza nella tua testa, perché a volte ciò che non riesci a lasciar andare è la paura del futuro, non ciò che hai vissuto nel passato. Quindi non solo ci sono i tormenti fisici, ma anche quelli mentali (e questi ultimi sono i più bastardi, nella mia esperienza).

E allora come si fa a lasciar andare?

Nonostante sia un’insegnante Anukalana Yoga e pratichi il fluire e il lasciar andare durante le lezioni, sono anche umana e non riesco ad accettare tante cose nella vita reale. Ho sviluppato un attaccamento forte a diverse cose e situazioni che sto vivendo, e una grande paura per il futuro. E spesso mi sento una schifezza perché non riesco a essere il buon esempio che vorrei.

Questo 2020 mi ha fatto uno sgambetto tale che mi riesce difficile essere ottimista per il prossimo anno. Passo dall’essere un po’ più serena e fiduciosa che tutto andrà bene all’essere completamente demoralizzata.
Sono combattuta tra il lasciar andare, lasciar fluire le cose della vita che accadono (come un fiume) e il fare, l’agire, per far sì che le cose di cui ho paura non accadano. Non so se mi sono spiegata bene.

In bilico tra il lasciar andare e agire.

Quando è il momento di lasciar andare e smettere di avere attaccamento a pensieri, cose, situazioni, problemi?
Quando è il momento di agire per far sì che i pensieri, problemi e situazioni cambino?
Probabilmente sono arrivata nel punto in cui ho bisogno di una svolta.
E’ che ancora non ho capito quale tipo di svolta ho bisogno. O forse ho bisogno di interiorizzare che gli strumenti per andare avanti li ho dentro di me. Che ho già tutto. Forse ho ancora bisogno di pratica, sempre di più. Ancora più costante. E al contempo non voglio giudicarmi perché ancora non ho trovato la soluzione ai miei problemi (è anche di questo si tratta, giudicarsi perché ancora le cose non sono andate a posto, giudicarmi perchè non ho fatto abbastanza).
E allora…

Continuo a rimanere in ascolto.

Alla ricerca della fiducia (in me) perduta.
E intanto continuo a latitare sui social e qui, sul blog.
Mi spiace molto, perché amo scrivere, ma ultimamente ciò che voglio scrivere non è riguardante i viaggi. Forse ciò di cui ho bisogno, è scrivere anche di altro.
Di viaggi interiori, per esempio.
Mi ricordo di quando, nel 2016, il mio viaggio in solitaria in Thailandia mi abbia fatto fare un enorme viaggio interiore, oltre ad aver vissuto quello fisico.

Non mi manca solo viaggiare in Thailandia. L’anno dopo quel viaggio, infatti, le Maldive mi hanno aperto ancora di più gli occhi e mi han dato un nuovo sguardo sul viaggio in generale.
E l’anno dopo ancora il viaggio in Georgia e Armenia. Potrei parlarne per ore…

Mi manca rivivere il viaggio interiore.
Al momento è l’unico tipo di viaggio che mi manca.

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