Tbilisi, Georgia: i posti che ti rubano il cuore


Non ho scritto nulla di Caucaso, se non giusto l’itinerario di 10 giorni tra Georgia e Armenia e qualche pensiero di ritorno dal viaggio, ed è passato quasi un anno dal mio ritorno.

Così ho pensato che era il momento. Voglio iniziare a parlarvi un po’ di Tbilisi, la capitale della Georgia. Il mio primo incontro con il mondo caucasico.

Ebbene è stata una sorpresa. Non mi aspettavo di certo una città moderna, anzi. Pensavo di trovare un sacco di case sgarrupate e mezze distrutte, e per certi versi è stato così. Apparte che ho sviluppato una sorta di attrazione per questi luoghi. Case, edifici abbandonati, quartieri un po’ fatiscenti: tutto qui parla (anche se non conosco un’acca di georgiano o russo*).

Non vi parlerò approfonditamente di Tbilisi perché sono stata in questa città solo in una giornata e mezza, sarei davvero incompleta. Posso giusto farvi un elenco e una spiegazione sommaria di ciò che ho visto e che non potete assolutamente perdere, certa che, se andrete per più giorni, potrete approfondire la conoscenza della città.

E visto che posso dirvi poco, farò parlare le mie fotografie. Loro, come ben sapete, comunicano molto più di tante parole. Sono certa che vi innamorerete di Tbilisi come è successo a me. Vedrete che vi ritroverete presto a consultare e prenotare su Skyscanner un volo per la Georgia.

Chiesa di Metekhi

La chiesa di Metekhi si trova su un promontorio roccioso che contempla la città vecchia e la Fortezza di Narikala. Il re Vakhtang Gorgasali (visibile in una statua equestre nello spiazzo antistante la chiesa), spostando qui la capitale della Georgia nel V secolo, fece qui costruire il suo palazzo e questa chiesa, dedicata all’Assunzione. E’ stata la prima chiesa ortodossa che ho visitato in questo paese e mi ha colpito immediatamente: le donne devono entrare in chiesa con un foulard che copre i capelli. All’interno della chiesa non ci sono panchine o sedie: si sta in piedi e si prega, si possono fare fotografie (con discrezione), o dare un’occhiata ai gioielli e immagini religiose che vendono all’interno (si, tipo un banchetto di souvenir all’interno della chiesa!).

Uscendo sullo spiazzo dove c’è la statua equestre del Re, è possibile ammirare e scattare un po’ di fotografie della città vecchia e della fortezza di Narikala. Scoprirete che esiste una cabinovia che parte dalla parte bassa della città e vi porta lassù.

Fortezza di Narikala e chiesa di San Nicola

E allora proviamola questa cabinovia! 🙂
E’ modernissima e questo fa riflettere molto, tanto che alla fine della visita della città vi chiederete se Tbilisi sia una città che si avvicina più all’Europa o all’Asia. Credo che non ci sia una risposta univoca.
Per me Tbilisi ed in generale tutti i paesi del Caucaso sono dei ponti tra due mondi diversi e tali vanno considerati. E sono ponti unici, senza paragoni, meritano importanza.

Vista di Tbilisi dalla fortezza

Tornando alla Fortezza di Narikala, è una costruzione del IV secolo, quando ancora era una città di dominazione persiana. All’interno del complesso vi è anche la chiesa di San Nicola, distrutta insieme alla fortezza nel 1827 da un’esplosione della polveriera. Fu così ricostruita negli anni ’90.

Un bel percorso di scale vi guida attraverso le mura della fortezza fino a scendere e ad arrivare al quartiere antico e quello termale. Ci sono alcuni punti che regalano scorci della città davvero unici tra cui la vista della città al di là del fiume Mtkvari.

La Città Vecchia (Old Tbilisi)

La città vecchia e la fortezza visti dallo spiazzo della chiesa di Metekhi

Chiamato Qala dai georgiani, il quartiere antico si snoda ai piedi della fortezza di Narikala, affacciandosi sul fiume Mtkvari. Scendendo abbiamo avuto la possibilità di vedere l’unica moschea di Tbilisi (tutte le altre sono state distrutte nel 1930 dai sovietici, i quali non volevano subire nessuna contaminazione religiosa).

Le case del quartiere antico sono meravigliose: a diversi piani, con logge lignee decorate, alcune sono coloratissime, altre sono diventate guesthouse, altre sono un po’ più decadenti, altre cadono a pezzi. Tutte sono veramente interessanti dal punto di vista fotografico e non solo. Perdetevi (sempre con la dovuta attenzione)!

Il quartiere termale, Abanotubani

Avessi avuto più tempo da spendere in città sarei andata alle terme!
La zona è piena di acque sulfuree e questo quartiere termale offre diversi locali dove potersi rilassare e stare a mollo per un po’ (sono divise tra uomini e donne).

Passeggiando per il quartiere (situato poco vicino la moschea) noterete diversi bagni termali pubblici. Alcuni hanno un ingresso che porta sottoterra (la maggiorparte dei bagni, costruiti nel XVII secolo, si trovano sotto terra) con tetti in mattoni a cupola.

Noterete poi anche un un edificio particolare con la facciata ornata di piastrelle blu e azzurre che mi ha ricordato molto vagamente Samarcanda: sono i Bagni Orbeliani!

Shavteli

Shavteli è l’antico quartiere commerciale medievale che costeggiava il fiume. Oggi è un dedalo di viuzze pullulanti di localini colorati per mangiare (il cibo georgiano è qualcosa di meraviglioso!), riposarsi e chiacchierare. Questa è una zona diciamo più turistica, ma non troverete gente che vi stressa per farvi entrare nei loro locali o caos. Potrete avvertire comunque un senso di tranquillità e pace (o almeno è quello che ho percepito io).

Shavteli però non è solo localini e ristoranti! Ci sono anche un sacco di edifici interessanti come la Torre dell’Orologio, la chiesa di Sioni, la piccola Sinagoga, la casa del Patriarca, il Ponte della Pace, il parco Erekle II Moedani… andate e scoprite tutto da voi!

La chiesa di Sioni

Continuando a passeggiare per le vie di Shatveli (Kote Abkhazi street), vi ritroverete ad ammirare una chiesa che sembra quasi protetta da mura.
Per entrare dovrete passare da una porta con un bellissimo cancello decorato e scendere delle scalette. All’interno della chiesa rimarrete a bocca aperta: ci sono dipinti ovunque. Blu, azzurro, cieli stellati… non saprete più dove guardare (o fotografare). La chiesa è del XIII secolo, distrutta e ricostruita più volte.

Ponte della Pace

Soprannominato “Ponte Always”, ossia col nome di una marca di assorbenti femminili, questo moderno ponte di ferro e vetro (inaugurato nel 2010 e progettato da un italiano) è comunque da vedere e percorrere, nonostante le critiche (dalla mia foto non rende, ma effettivamente, se lo osservate da lontano o comunque da un’angolo, assomiglia proprio ad un assorbente!).

Se salite alla fortezza di sera, potrete vedere un panorama della città unico, oltre a riconoscere immediatamente il ponte illuminato.

Freedom Square

In questa piazza siamo passati col pullman appena arrivati in città, per andare a raggiungere il nostro hotel. Ci siamo ripassati nuovamente a ora di pranzo perché il nostro ristorante era lì vicino (lì è pieno di ristoranti, locali e negozi, fateci un salto!).

La sensazione che si ha è che è enorme. Una enorme rotonda dove avrei un po’ di problemi ad attraversare la strada (mai come a Bangkok però!).

Anticamente chiamata Piazza Lenin, al suo centro svetta una colonna con la statua dorata di San Giorgio che trafigge un dragone. Il Vecchio Municipio della città affaccia sulla piazza, celebrando l’indipendenza dalla Russia proclamata nel 26 maggio 1918 e la conseguente fondazione della Repubblica Democratica della Georgia.

Viale Rustaveli e il Museo Nazionale della Georgia

Il viale più famoso di Tbilisi, Rustaveli Gamziri (dove gamziri significa viale), è lungo quasi 2 chilometri! Passeggiando lungo il viale, incontrerete un sacco di negozi, centri commerciali, ristoranti, un teatro, oltre che all’importantissimo Museo Nazionale della Georgia.

All’interno di quest’ultimo sono contenuti tesori archeologici inestimabili, a partire da reperti precristiani, oggetti provenienti dalla Colchide (Georgia occidentale) e tanto altro. Non potete perderlo!

Informazioni utili

  • In Georgia si parla il georgiano, hanno un loro alfabeto, una cultura e un’etnia ben definita, quella georgiana. Siccome però sono stati per diverso tempo sotto il protettorato russo (e la Russia, al momento, sta ancora occupando la regione dell’Abkhazia), molte delle persone, oltre al georgiano, parlano anche russo. Farsi capire è un po’ difficile ma non impossibile, dipende sempre dove si va.
  • La religione praticata maggiormente è quella cristiano-ortodossa. Questo significa entrare nei luoghi sacri con i capelli coperti da un foulard e vestiti sobri. Non è come in Italia che ti dicono di vestirti bene e poi, anche se hai la canotta o gli shorts, ti fanno entrare lo stesso. Qui se non sei vestito bene non entri. E sono d’accordo. Paese che vai, usanza che trovi (e rispetta la loro cultura ovunque tu sia, aggiungo io).
  • Per la guida specifica della città di Tbilisi vi lascio il link di una ragazza che ama la Georgia fin nel midollo, ci è stata diverse volte e l’ultima volta a Tbilisi c’è rimasta per diversi mesi, oltre ad aver organizzato due volte un corso di cucina georgiana qui a Milano. Lei si chiama Eleonora e racconta i suoi viaggi intorno al mondo, soprattutto nei Balcani, nel Caucaso e in Asia Centrale: il suo blog è Pain de Route. Riesce a raccontare di questi luoghi in maniera poetica, racconta storie di incontri, è talmente coinvolgente che vi sentirete lì con lei. Non mi ha pagato per farle pubblicità: io stessa la seguo e l’ammiro come pochi travel blogger italiani. Prima di partire per questo viaggio avevo un po’ di riserve, poi ho letto lei.
  • Muoversi in città: noi ci siamo mossi con il nostro pullman privato, ma so c’è una linea metropolitana e so che si può arrivare in città con il treno. Purtroppo come vi dicevo, non posso essere esaustiva nelle informazioni ma Eleonora potrà aiutarvi in questo senso.

Altri scatti da Tbilisi

Vi lascio altri scatti della città: punti che mi hanno colpito, scene di vita, un chiosco di gelati nascosto tra le porte piene di dipinti, un’opera di street art tanto semplice quanto meravigliosa, una porta che mi ha lasciato senza fiato… E’ impossibile non innamorarsi di Tbilisi: questa città ti ruba il cuore.

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